sabato 1 gennaio 2011

Album di figurine

L'album di figurine riassuntivo di tutte le attività di Cuore di Pietra 2005/2011 è stato in vendita presso tutte le edicole di Pianoro e Rastignano e in alcune edicole di Bologna, ed è stato distribuito in tutte le scuole del territorio. Adesso è acquistabile in cofanetto collezione completa presso CorrainiMAMbo artbookshop o può essere richiesto direttamente alla casa editrice.
L'album è un progetto di Mili Romano con la collaborazione grafica di Roberta Contarini

giovedì 1 gennaio 2009

PLAY. Questo cassetto è una piazza

Installazione audio in un cassetto del Musée de l'OHM

Il Musée de l’OHM è un museo - opera fondato da Chiara Pergola nel 2009, situato all’interno di un comò del XIX secolo. La struttura formalizza un’idea di continuità tra la dimensione privata e quella pubblica modellandosi sull’esempio di un antico luogo di coesistenza della dimensione abitativa e di quella produttiva pertinente alle nostre radici storiche: la casa-bottega pompeiana. Seguendo questo schema i tre cassetti del mobile ospitano diverse sezioni del museo: il primo in alto, denominato pergula, è la sede di mostre temporanee; il secondo, negotium, presenta la collezione permanente; il terzo, secreta, di norma non accessibile, è deputato alla conservazione di opere ed oggetti di affezione, che acquistano valore nella comunicazione privata, ma difficilmente riconoscibili sul piano linguistico da una collettività. 




lunedì 24 settembre 2007

Il rumore del tempo. Bologna 1977. Videopoema di corto metraggio

Nel settembre del 1977, a Bologna, durante i giorni del convegno contro la repressione, un
gruppo di giovani, tra cui l'autrice, girava con un furgone un po' sgangherato che sulle
fiancate portava impressi i volti dei fratelli Marx e di Buster Keaton, passandosi di mano in
mano una macchina da presa super8. Quel furgone era la sede mobile dell'allora nascente
etichetta discografica Harpo's Bazar dal cui archivio sono saltati fuori, dopo trent'anni, metri
e metri di pellicola. Trasferite in digitale e montate, quelle immagini ritornano in una sorta di
'Videopoema' inseguendo il rumore di quei giorni e di quelle generazioni che la piazza
riusciva ancora ad unire, con il frastuono, i pensieri, l'impeto di allora, accompagnate dai
brani dei Confusional Quartet o i Gaz Nevada, e da quelli di altri gruppi musicali remixed in
versione discoteca e da una rivisitazione fotografica che ce le restituisce attraverso il
pulviscolo del tempo.
Nei giorni fra il 24 e il 27 settembre 2007 il video è stato presentato in spazi per l'arte e la
cultura di molte città italiane ( fra le altre GAM Torino, MUSEION Bolzano, Galleria
MONTEVERGINI Siracusa, LE PAPESSE Siena, in un'azione che si è proposta di
sollecitare e unire come un fil rouge pensieri, azioni, immagini e riflessioni sulla libertà di
espressione, collegando idealmente tanti spazi che a questo tam tam, che ha preso avvio dalla
Galleria NEONcampobase di Bologna, hanno risposto e hanno continuato a rispondere nel
corso dell'anno.
Il film è stato selezionato al Festival Arcipelago di Roma e al Festival dei Popoli di Firenze
e presentato, come installazione permanente, nei giorni del Festival, all’interno della sezione
Lo schermo dell’arte, a cura di Silvia Lucchesi.








domenica 1 luglio 2007

Non si segue la numerazione...

In Sublimina, Rocca di Bazzano
a cura di Annalisa Cattani e Massimo Marchetti

Installazione 3 stampe fotografiche digitali su PVC

In ogni città c'è una via Carducci che sta cambiando sotto i colpi degli abbattimenti e delle ricostruzioni.





sabato 5 marzo 2005

CUORE DI PIETRA

Cuore di pietra è un progetto di arte pubblica, da me ideato e curato, che dal 2005 al 2019 ha  accompagnato le grandi trasformazioni urbanistiche di Pianoro creando un percorso di installazioni di arte contemporanea realizzate anche da molti altri artisti con la partecipazione attiva degli abitanti, dei centri culturali, delle associazioni e delle scuole del paese.






martedì 1 giugno 2004

Sartor Resartus

Video /videoinstallazione durata 4’16'' 2004 Noi siamo della stoffa di cui son fatti i sogni. W. Shakespeare, The tempest, atto IV 31 dicembre 1999, Ore 12.00 Un sarto inappuntabile, fra i rumori del traffico e le musiche d’altra epoca alla radio, nella bottega dove il tempo sembra essersi arrestato, ossessivamente cuce il rumore della vita.
"Sartor Resartus" è stato selezionato e presentato nel 2006 nel corso di Videoart Yearbook , L'annuario della videoarte italiana, a cura di Renato Barilli, Alessandra Borgogelli, Paolo Granata, Silvia Grandi,Fabiola Naldi.

Hasard

Video su supporto DVD

Affettuosamente dedicato a Walter Benjamin , a Baudelaire, a René Crevel e alle sue “Divagazioni”, alle sorprese  delle strade dove puoi ancora trovare, ai crocevia, in mezzo al traffico e ai rumori,  un gruppo di persone che da anni, ad orari regolari, in tutte le stagioni, con ogni tempo, sopra una scatola di cartone , si ritrova a giocare a carte.



martedì 8 gennaio 2002

La risata, installazione video in sincronia alternata, Riccione, Porto Canale 2002

Mili ROMANO, 2002 Due proiezioni video in sincronia alternata. Riccione, Porto Canale, 7-10 agosto 2002, nel corso della manifestazione “Campo marino”, rassegna di video d’arte contemporanea a cura di Roberta Piccioni, Marco Fantini, Mala Arti Visive, Giacomo Depaoli, Simona Trevisi. Del sacro e del profano nella vita quotidiana. Carmela ricordava sempre una canzone che le avevano insegnato le suore in collegio quand’era bambina… Del riso grottesco, della carnevalizzazione, dello spirito popolare, di tutto ciò che si va perdendo, dei cantastorie delle piazze, di tutto ciò che sembra sparire ma è sempre vivo, pronto a saltar fuori se soltanto si hanno “orecchie grandi per sentire meglio” e “occhi grandi per vedere meglio” proprio come nella fiaba di Cappuccetto Rosso, raccontata e cantata qui in un misto di italiano e dialetto siciliano.


CROSSING (serie di 55 fotografie)


Stampe fotografiche analogiche montate su alluminio
Attraversare, a distanza di molti anni, una casa dell’infanzia.
...tracce lievi ...
negli angoli, fra le pieghe,
in stanze di passaggio o
in spazi che conducono altrove, attraverso liquide soglie
... impronte, aloni,
ombre, polvere, fiato,
qualche capello,
il residuo delle cose.
Oggetti, polveri, tappeti, in quelle stanze in cui il tempo si è arrestato, ritornano indietro
come immagini immerse in un pulviscolo, in quell’offuscamento visivo di chi riemerge da
sonno e da lunga amnesia.
Si dividono in Crossing…soglie e Crossing …tracce
Realizzate tutte nel 2002, solo in piccola parte sono state, finora, esposte.
Nel 2003 a “Entr’acte”, a cura di Gino Gianuizzi e Giancarlo Borgogno a Palazzo Albiroli,
Bologna; nel 2012 a Spazio Lavì, Sarnano, a cura di Elena Pirazzoli; 4 foto fanno parte dal
2018 della “Collezione Daolio” del Mambo di Bologna.





















sabato 1 gennaio 1994

Il viaggiatore serafico

Collage su tela

Nei primi anni ’70 durante il mio primo anno all’università ho incontrato Giorgio Kraiski ,
straordinario professore che ha cambiato la mia vita. Mi ha contagiato la passione per la letteratura
russa e mi ha introdotto al teatro d’avanguardia del primo novecento, al balagancik e a quelle che
lui chiamava le “arlecchinate” russe, alle giravolte del corpo grottesco e a quel senso del tragico
sempre a doppio filo legato alla percezione del comico e del ridicolo. Quell’incontro ha cambiato la
mia vita e orientato i miei viaggi futuri, reali e immaginari.
Questo piccolo Viaggiatore serafico è nato molti anni dopo, negli anni novanta,
contemporaneamente ad un racconto, poi pubblicato sulla rivista on line “Zibaldoni e altre
meraviglie”, che narra del viaggio di un vecchio bibliotecario che parte in treno per l’Unione
sovietica portandosi soltanto una valigetta con un cambio e un pezzo di sapone, e guarda il mondo
con gli occhi incantati dei semplici di spirito. Entrambe, le immagini, con quel collage di brani di
diario, di lettere, oggetti e piccoli frammenti della “mia” epoca sovietica, e il racconto, sono stati
per me come un saluto di commiato a tutto quel periodo, fortemente e appassionatamente segnato
dalla cultura russa.
Cosa si è posato di essa sul Serafico, oltre al Viaggiatore incantato di Leskov, costituendone la
patina? Beh, forse quella leggerezza stolta nell’affrontare nella vita i momenti di crisi e le tragedie;
le ipocondrie e le contraddizioni ansiogene del narratore delle Memorie del sottosuolo di
Dostoevskij e i sogni ad occhi aperti dei suoi sognatori visionari. E, perché no? la strizzatina
d’occhio e lo sgambetto della Dama di Picche nel finale del racconto di Puškin.




TORNA INDIETRO! Invito al gioco

  TORNA INDIETRO!   Invito al gioco Un progetto di intervento per Piazza Maggiore, Bologna, 2004 Il tradizionale “Gioco dell’oca” si è t...