martedì 8 gennaio 2002

La risata, installazione video in sincronia alternata, Riccione, Porto Canale 2002

Mili ROMANO, 2002 Due proiezioni video in sincronia alternata. Riccione, Porto Canale, 7-10 agosto 2002, nel corso della manifestazione “Campo marino”, rassegna di video d’arte contemporanea a cura di Roberta Piccioni, Marco Fantini, Mala Arti Visive, Giacomo Depaoli, Simona Trevisi. Del sacro e del profano nella vita quotidiana. Carmela ricordava sempre una canzone che le avevano insegnato le suore in collegio quand’era bambina… Del riso grottesco, della carnevalizzazione, dello spirito popolare, di tutto ciò che si va perdendo, dei cantastorie delle piazze, di tutto ciò che sembra sparire ma è sempre vivo, pronto a saltar fuori se soltanto si hanno “orecchie grandi per sentire meglio” e “occhi grandi per vedere meglio” proprio come nella fiaba di Cappuccetto Rosso, raccontata e cantata qui in un misto di italiano e dialetto siciliano.


CROSSING (serie di 55 fotografie)


Stampe fotografiche analogiche montate su alluminio
Attraversare, a distanza di molti anni, una casa dell’infanzia.
...tracce lievi ...
negli angoli, fra le pieghe,
in stanze di passaggio o
in spazi che conducono altrove, attraverso liquide soglie
... impronte, aloni,
ombre, polvere, fiato,
qualche capello,
il residuo delle cose.
Oggetti, polveri, tappeti, in quelle stanze in cui il tempo si è arrestato, ritornano indietro
come immagini immerse in un pulviscolo, in quell’offuscamento visivo di chi riemerge da
sonno e da lunga amnesia.
Si dividono in Crossing…soglie e Crossing …tracce
Realizzate tutte nel 2002, solo in piccola parte sono state, finora, esposte.
Nel 2003 a “Entr’acte”, a cura di Gino Gianuizzi e Giancarlo Borgogno a Palazzo Albiroli,
Bologna; nel 2012 a Spazio Lavì, Sarnano, a cura di Elena Pirazzoli; 4 foto fanno parte dal
2018 della “Collezione Daolio” del Mambo di Bologna.





















sabato 1 gennaio 1994

Il viaggiatore serafico

Collage su tela

Nei primi anni ’70 durante il mio primo anno all’università ho incontrato Giorgio Kraiski ,
straordinario professore che ha cambiato la mia vita. Mi ha contagiato la passione per la letteratura
russa e mi ha introdotto al teatro d’avanguardia del primo novecento, al balagancik e a quelle che
lui chiamava le “arlecchinate” russe, alle giravolte del corpo grottesco e a quel senso del tragico
sempre a doppio filo legato alla percezione del comico e del ridicolo. Quell’incontro ha cambiato la
mia vita e orientato i miei viaggi futuri, reali e immaginari.
Questo piccolo Viaggiatore serafico è nato molti anni dopo, negli anni novanta,
contemporaneamente ad un racconto, poi pubblicato sulla rivista on line “Zibaldoni e altre
meraviglie”, che narra del viaggio di un vecchio bibliotecario che parte in treno per l’Unione
sovietica portandosi soltanto una valigetta con un cambio e un pezzo di sapone, e guarda il mondo
con gli occhi incantati dei semplici di spirito. Entrambe, le immagini, con quel collage di brani di
diario, di lettere, oggetti e piccoli frammenti della “mia” epoca sovietica, e il racconto, sono stati
per me come un saluto di commiato a tutto quel periodo, fortemente e appassionatamente segnato
dalla cultura russa.
Cosa si è posato di essa sul Serafico, oltre al Viaggiatore incantato di Leskov, costituendone la
patina? Beh, forse quella leggerezza stolta nell’affrontare nella vita i momenti di crisi e le tragedie;
le ipocondrie e le contraddizioni ansiogene del narratore delle Memorie del sottosuolo di
Dostoevskij e i sogni ad occhi aperti dei suoi sognatori visionari. E, perché no? la strizzatina
d’occhio e lo sgambetto della Dama di Picche nel finale del racconto di Puškin.




TORNA INDIETRO! Invito al gioco

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