In Sublimina, Rocca di Bazzano
a cura di Annalisa Cattani e Massimo Marchetti
Installazione 3 stampe fotografiche digitali su PVC
In ogni città c'è una via Carducci che sta cambiando sotto i colpi degli abbattimenti e delle ricostruzioni.
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domenica 1 luglio 2007
sabato 5 marzo 2005
CUORE DI PIETRA
Cuore di pietra è un progetto di arte pubblica, da me ideato e curato, che dal 2005 al 2019 ha accompagnato le grandi trasformazioni urbanistiche di Pianoro creando un percorso di installazioni di arte contemporanea realizzate anche da molti altri artisti con la partecipazione attiva degli abitanti, dei centri culturali, delle associazioni e delle scuole del paese.
martedì 1 giugno 2004
Sartor Resartus
Video /videoinstallazione durata 4’16''
2004
Noi siamo della stoffa di cui son fatti i sogni. W. Shakespeare, The tempest, atto IV
31 dicembre 1999, Ore 12.00
Un sarto inappuntabile, fra i rumori del traffico e le musiche d’altra epoca alla radio, nella bottega dove il tempo sembra essersi arrestato, ossessivamente cuce il rumore della vita.
"Sartor Resartus" è stato selezionato e presentato nel 2006 nel corso di Videoart Yearbook , L'annuario della videoarte italiana, a cura di Renato Barilli, Alessandra Borgogelli, Paolo Granata, Silvia Grandi,Fabiola Naldi.
Hasard
Video su supporto DVD
Affettuosamente dedicato a Walter Benjamin , a Baudelaire, a René Crevel e alle sue “Divagazioni”, alle sorprese delle strade dove puoi ancora trovare, ai crocevia, in mezzo al traffico e ai rumori, un gruppo di persone che da anni, ad orari regolari, in tutte le stagioni, con ogni tempo, sopra una scatola di cartone , si ritrova a giocare a carte.
martedì 11 febbraio 2003
martedì 8 gennaio 2002
La risata, installazione video in sincronia alternata, Riccione, Porto Canale 2002
CROSSING (serie di 55 fotografie)
Stampe fotografiche analogiche montate su alluminio
Attraversare, a distanza di molti anni, una casa dell’infanzia.
...tracce lievi ...
negli angoli, fra le pieghe,
in stanze di passaggio o
in spazi che conducono altrove, attraverso liquide soglie
... impronte, aloni,
ombre, polvere, fiato,
qualche capello,
il residuo delle cose.
Oggetti, polveri, tappeti, in quelle stanze in cui il tempo si è arrestato, ritornano indietro
come immagini immerse in un pulviscolo, in quell’offuscamento visivo di chi riemerge da
sonno e da lunga amnesia.
Si dividono in Crossing…soglie e Crossing …tracce
Realizzate tutte nel 2002, solo in piccola parte sono state, finora, esposte.
Nel 2003 a “Entr’acte”, a cura di Gino Gianuizzi e Giancarlo Borgogno a Palazzo Albiroli,
Bologna; nel 2012 a Spazio Lavì, Sarnano, a cura di Elena Pirazzoli; 4 foto fanno parte dal
2018 della “Collezione Daolio” del Mambo di Bologna.
sabato 1 gennaio 1994
Il viaggiatore serafico
Collage su tela
Nei primi anni ’70 durante il mio primo anno all’università ho incontrato Giorgio Kraiski ,
straordinario professore che ha cambiato la mia vita. Mi ha contagiato la passione per la letteratura
russa e mi ha introdotto al teatro d’avanguardia del primo novecento, al balagancik e a quelle che
lui chiamava le “arlecchinate” russe, alle giravolte del corpo grottesco e a quel senso del tragico
sempre a doppio filo legato alla percezione del comico e del ridicolo. Quell’incontro ha cambiato la
mia vita e orientato i miei viaggi futuri, reali e immaginari.
Questo piccolo Viaggiatore serafico è nato molti anni dopo, negli anni novanta,
contemporaneamente ad un racconto, poi pubblicato sulla rivista on line “Zibaldoni e altre
meraviglie”, che narra del viaggio di un vecchio bibliotecario che parte in treno per l’Unione
sovietica portandosi soltanto una valigetta con un cambio e un pezzo di sapone, e guarda il mondo
con gli occhi incantati dei semplici di spirito. Entrambe, le immagini, con quel collage di brani di
diario, di lettere, oggetti e piccoli frammenti della “mia” epoca sovietica, e il racconto, sono stati
per me come un saluto di commiato a tutto quel periodo, fortemente e appassionatamente segnato
dalla cultura russa.
Cosa si è posato di essa sul Serafico, oltre al Viaggiatore incantato di Leskov, costituendone la
patina? Beh, forse quella leggerezza stolta nell’affrontare nella vita i momenti di crisi e le tragedie;
le ipocondrie e le contraddizioni ansiogene del narratore delle Memorie del sottosuolo di
Dostoevskij e i sogni ad occhi aperti dei suoi sognatori visionari. E, perché no? la strizzatina
d’occhio e lo sgambetto della Dama di Picche nel finale del racconto di Puškin.
Nei primi anni ’70 durante il mio primo anno all’università ho incontrato Giorgio Kraiski ,
straordinario professore che ha cambiato la mia vita. Mi ha contagiato la passione per la letteratura
russa e mi ha introdotto al teatro d’avanguardia del primo novecento, al balagancik e a quelle che
lui chiamava le “arlecchinate” russe, alle giravolte del corpo grottesco e a quel senso del tragico
sempre a doppio filo legato alla percezione del comico e del ridicolo. Quell’incontro ha cambiato la
mia vita e orientato i miei viaggi futuri, reali e immaginari.
Questo piccolo Viaggiatore serafico è nato molti anni dopo, negli anni novanta,
contemporaneamente ad un racconto, poi pubblicato sulla rivista on line “Zibaldoni e altre
meraviglie”, che narra del viaggio di un vecchio bibliotecario che parte in treno per l’Unione
sovietica portandosi soltanto una valigetta con un cambio e un pezzo di sapone, e guarda il mondo
con gli occhi incantati dei semplici di spirito. Entrambe, le immagini, con quel collage di brani di
diario, di lettere, oggetti e piccoli frammenti della “mia” epoca sovietica, e il racconto, sono stati
per me come un saluto di commiato a tutto quel periodo, fortemente e appassionatamente segnato
dalla cultura russa.
Cosa si è posato di essa sul Serafico, oltre al Viaggiatore incantato di Leskov, costituendone la
patina? Beh, forse quella leggerezza stolta nell’affrontare nella vita i momenti di crisi e le tragedie;
le ipocondrie e le contraddizioni ansiogene del narratore delle Memorie del sottosuolo di
Dostoevskij e i sogni ad occhi aperti dei suoi sognatori visionari. E, perché no? la strizzatina
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